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Calcio - L'importanza della messa in
azione in atleti evoluti (nona parte)


di Simone Fugalli*

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IL SECONDO TEMPO
La tempestività nel mondo del calcio è diventata ormai una prerogativa, ossia si cerca di minimizzare i possibili errori che si potevano fare negli anni precedenti.
Difatti, non era insolito osservare che un giocatore delle riserve a disposizione del mister, improvvisamente, causa infortunio di un titolare, doveva entrare in campo affrontando la partita senza aver effettuato un minimo di riscaldamento. E’ facile intuire come questa mancanza poteva pregiudicare non solo la prestazione ma anche l’integrità fisica del medesimo giocatore.
Al fine di ovviare a questo lapalissiano errore, le squadre professionistiche intorno al 15° minuto del secondo tempo fanno svolgere alle riserve degli specifici esercizi di allungamento muscolare sul posto, mentre i probabili giocatori sub-entranti effettuano un riscaldamento non solo in maniera statica ma anche in chiave dinamica.
Tale lavoro preparatorio naturalmente, come visto in precedenza, non dovrà far insorgere nel giocatore sintomi di stanchezza tali da compromettere la successiva prestazione atletica.

IDRATAZIONE
Molto importante e sicuramente da non tralasciare, è l’idratazione dell’atleta, o meglio, l’educazione all’idratazione personale.
Il giocatore, visto gli sforzi derivanti dai vari allenamenti quotidiani, deve idratarsi maggiormente al fine di ristabilire l’equilibrio non solo idrico, ma anche salino.
Alla base di ogni bevanda ci deve essere l’acqua, ma non è sufficiente per calmare la sete. E’ necessario sottolineare che il sudore oltre all’acqua contiene anche sali, per cui la bevanda ideale deve contenerne in misura adeguata.
Nelle bevande per sportivi sono presenti anche zuccheri e carboidrati, come fonte energetica; se la bevanda ha una concentrazione troppo elevata (quindi molto ricca in sali e soprattutto in carboidrati) ha dei tempi di svuotamento gastrico piuttosto lunghi, per questo una bevanda è veramente dissetante se permane poco tempo nello stomaco e viene riassorbita nell’intestino altrettanto velocemente.
La concentrazione ideale deve essere con 4-6 grammi % di zuccheri e di carboidrati e una frazione equilibrata di sali, con la presenza di potassio e magnesio, meglio sotto forma di aspartati, che hanno un’efficace azione anticrampi. In pratica, sia prima che durante uno sforzo fisico che comporta la perdita di grandi quantità di liquidi, si consiglia una bevanda ipotonica o isotonica (rispetto al sangue), proprio per agevolare il suo assorbimento.

CONCLUSIONI
Da questo elaborato e dai grafici trattati si evince l’importanza della fase introduttiva ad una competizione o ad una “semplice” seduta di allenamento. Infatti, incrementando progressivamente la combustione a livello dei tessuti, si viene ad aumentare la temperatura interna del muscolo e quindi a diminuire la viscosità; attraverso questi aggiustamenti di certo migliora anche lo stiffness individuale importante per il giocatore.

Compito generale di tutti i preparatori atletici è quello di sensibilizzare il giocatore professionista e non, a considerare questa fase di warm-up come la più importante, poiché non solo si riesce ad affrontare la competizione in maniera ottimale ma soprattutto, ad “investire“ sulla propria condizione fisica evitando stupidi ma influenti infortuni.
Il calcio professionista ormai è considerato a tutti gli effetti come un lavoro, un bel lavoro, ma chi ha la fortuna di parteciparvi deve essere anch’esso un professionista, e per considerarsi tale bisogna curare tutti i particolari non trascurando nulla, partendo proprio dall’inizio.


BIBLIOGRAFIA
  • Bignami L., Qual è il miglior riscaldamento, Nuovo calcio, aprile 2001, p. 33-34.
  • vBosco C., Viru A., Biologia dell’allenamento, Società Stampa Sportiva, 1996.
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  • Capana R., Imparare ad insegnare, Ed. Prhomhos, 2002.
  • F.I.G.C. Settore Tecnico, Manuale dell’allenatore professionista, 1983.
  • Kneber K.P., Herbeck B., Hamsen G., La ginnastica-funzionale nella preparazione del calciatore, Società Stampa Sportiva-Roma, 1993.
  • Mognoni P., Nuovo calcio. Quaderni di calcio, 2000, 12, p.2-4.
  • Pombo M.F., Da Silva F., Bases teorico-practicas del calentamiento de competicion en futbol, lecturas: Educaciòn Fisica y Deportes, Ano 2, N°5, Buenos Aires, Junio 1997.
  • Sassi R., Esercizi e test per il miglioramento della condizione fisica nel calcio, Calzetti-Mariucci, 2001.
  • Sproviero E., Il riscaldamento muscolare (warm-up); aspetti fisiologici e applicazioni al calcio.
  • Weineck J., La preparazione fisica ottimale del calciatore, Calzetti-Mariucci, 1994.

ottava parte                                                       Gli altri articoli di questa analisi
*Settore Tecnico F.I.G.C. - Corso Centrale Preparatori Atletici 2004
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