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In questo studio si è voluto analizzare non solo il carico interno avvertito dagli Juniores Nazionali al termine del training effettuato, ma anche approfondire questo argomento osservando il comportamento della frequenza cardiaca in risposta ai medesimi allenamenti.
Questa prova aggiuntiva, permette di esaminare maggiormente il lavoro svolto dai ragazzi, quindi verificare attentamente l’andamento cardiocircolatorio ravvisando peraltro, eventuali sbagli d’esecuzione o poco impegno fisico durante la condotta dell’allenamento.
La diffusione dei moderni cardio-frequenzimetri, permette oggi di ottimizzare l’allenamento monitorando l’andamento della frequenza cardiaca anche durante le esercitazioni di allenamento generale e specifico.
Nella fisiologia dello sport e dell’esercizio fisico, la notazione della frequenza cardiaca viene comunemente assunta come indice del carico di lavoro svolto dal soggetto.
Sarebbe opportuno svolgere un test di laboratorio a livello incrementale per ogni singolo giocatore e stabilire le frequenze cardiache corrispondenti alle intensità di soglia aerobica e anaerobica, che poi verrebbero utilizzate per controllare l’intensità dell’allenamento.
Quando non è possibile effettuare il test di laboratorio, come nel presente studio, la determinazione indiretta delle frequenze cardiache di soglia aerobica ed anaerobica, può essere effettuata calcolando rispettivamente l’84% ed il 92% della frequenza cardiaca massima teorica (Fcmaxt), quest’ultima stimabile applicando la formula 220 - anni di età.
Tale metodica deve tener conto della variabilità interindividuale nelle stime della Fcmaxt e delle frequenze cardiache di soglia, e può comportare un errore valutabile +/- 5%.
Secondo quanto scritto da Weineck nel libro “La preparazione fisica ottimale del calciatore”(1998) sulla “soglia aerobica”, consiglia che per migliorare il valore del lattato di 2 mmol/l, la frequenza cardiaca media deve essere di 160 battiti/min.
Invece, secondo l’opinione comune negli atleti di resistenza, e quindi inclusi anche i calciatori, la “soglia anaerobica” è accertata ad un tasso di lattato di 4 mmol/l, e si colloca ad una frequenza cardiaca media di 174 battiti/min.( Kindermann/ Simon/ Keul 1978, ).
Ai fini di un lavoro fisico più attendibile, è meglio sapere non tanto la Fcmaxt quanto la Fcmaxu (frequenza cardiaca massima utile) e la Fcm (frequenza cardiaca media).
Prima di porre a confronto questi indici, è opportuno specificare il loro significato, anche per delucidare e ridurre al minimo eventuali equivoci:
- la Fcmaxu è la massima efficienza cardio-respiratoria, quindi conoscendola e attraverso un opportuno calcolo, è possibile sapere la percentuale d’allenamento personale, quindi il carico interno effettivo che incombe sull’atleta stesso;
- la Fcmaxt, come si può osservare attraverso la formula che segue, è teoricamente la massima frequenza che un individuo potrebbe avere valutando la sola età;
- la Fcm è la frequenza media dei battiti cardiaci calcolati durante l’intera sessione d’allenamento.
Seguirà la seconda parte di questo studio
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