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Calcio - Il riscaldamento pre-partita

di Diego Guarise*

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    E' ormai tradizione che prima di una partita una squadra di calcio controlli le condizioni del terreno di gioco, scenda negli spogliatoi in assoluta concentrazione, ascolti le direttive tattiche del mister, indossi la casacca di gioco e scenda in campo per il riscaldamento pre-partita. Proprio quest'ultimo momento può risultare fondamentale per gli esiti della gara che la squadra andrà a disputare dopo poco tempo: importantissimo sia in termini psicologici, infatti permette all'atleta di entrare in clima partita, sia in termini fisiologici perché prepara l'organismo ad uno sforzo prolungato.
Sapere condurre un riscaldamento adeguato può evitare durante la partita problemi articolari e muscolari e soprattutto porta l'organismo ad una situazione di alto regime (penso sempre al fisico umano come un motore diesel che ha bisogno di avviarsi per un certo tempo). Quindi nella mia sequenza di esercizi dovrò inserire lavori che portino in temperatura l'organismo, lavori di stretching che allunghino la muscolatura e lavori di rapidità che preparino e diano lustro alle fibre muscolari veloci che sono quelle che incappano maggiormente in contratture, stiramenti e strappi. È per questo che il riscaldamento deve avere anch'esso una sua logica esecutiva, deve avere un lasso di tempo adeguato e deve prevedere anche le condizioni climatiche: sarà a buon uso del calciatore coprirsi più o meno a seconda delle condizioni meteorologiche.

Di norma faccio eseguire il riscaldamento una mezz'oretta prima del match perché vanno tenuti conto due aspetti importanti: i giocatori verranno richiamati dieci minuti prima del fischio d'inizio per effettuare il rito dell'appello e soprattutto si deve sapere che un buon riscaldamento ha effetti postivi solamente per una ventina di minuti dopo la sua conclusione. lo sa benissimo chi dopo il riscaldamento ha dovuto aspettare più di questo tempo senza far niente, l'organismo viene quasi a bloccarsi!
Ora cercherò di esporre una cosiddetta "Bibbia" del riscaldamento in antitesi a tutti quei riscaldamenti massacranti e deleteri che tanti pseudo-allenatori fanno effettuare ai propri ragazzi:

  • iniziare con tre minuti di corsa blanda;
  • da fermi iniziare la mobilità articolare per spalle, tronco e muscoli adduttori e abduttori (in questa fase gli esercizi dovranno essere concatenati il più possibile l'uno all'altro con la durata totale di al massimo 3-4 minuti);
  • lavorare sul possesso palla con le mani e successivamente con i piedi (permetto cosi al corpo di prepararsi più specificamente agli scattini finali);
  • proporre esercitazioni di stretching per le masse muscolari più coinvolte (quadricipite, flessori della coscia e tricipiti surali).
    Su questo punto vorrei dilungarmi maggiormente perché, come tutti gli allenamenti del corpo, anche questa pratica tanto usata quanto mal usata va modificata e adattatta a seconda dello sforzo che dobbiamo effettuare: quando mandiamo in strecth il muscolo, esso dopo otto-dieci secondi inizia a distendersi e decontrarsi per l'azione dell'appararato tendineo del golgi; questo però deve essere evitato prima di una gara perché si dovrebbe invece abituare il muscolo alla contrazione e non al rilassamento. Per questo motivo è conveniente far eseguire gli esercizi per un tempo non superiore a sei secondi e magari farlo ripetere per due-tre volte dopo il cambio di arto su cui lavoriamo.
  • A questo punto siamo pronti per eseguire delle partenze rapidissime che dureranno al massimo una decina di metri e prevederanno dei cambi di direzione o degli arresti con ripartenza più veloce possibile; si consiglia di eseguire una serie di sei-sette scatti al massimo;
  • dopodiché si potranno far eseguire degli allunghi dopo adeguato recupero sui trenta metri per sciogliere definitivamente la muscolatura interessata alla corsa;
  • al rientro negli spogliatoi è preferibile indossare una maglietta asciutta e rinfrescarsi, se la temperatura lo richiede, bevendo poca acqua od integratori salini a piccoli sorsi;
  • una volta usciti dagli spogliatoi gli atleti potranno eseguire, negli attimi antecedenti la partita, scatti brevi e stacchi per il colpo di testa: questo serve sia per preparare il fisico sia per scaricare la mente da pressioni che una gara inevitabilmente comporta.

Anche il riscaldamento dei giocatori che partono dalla panchina è molto importante perché essi, con la loro freschezza, potrebbero dare quel qualcosa in più alla squadra. Quindi anche la loro preparazione va curata, impedendo loro di eseguire conclusioni a rete da freddi mentre i loro compagni titolari si stanno riscaldando (è utile proporre attività divertenti come il torello o il possesso palla) e soprattutto, ma questo sta nelle abilità del mister, se non si ha la possibilità di avere un preparatore atletico, richiamare il riscaldamento del giocatore che vogliamo far entrare una quindicina di minuti prima del suo ipotetico ingresso in campo, così eviteremo che il giocatore si concenti per pochi minuti e poi passi il più del tempo a guardare la partita dei suoi compagni.

Tutto questo ci porta alla conclusione che il ritrovo pre-partita non deve superare i novanta minuti poiché inevitabilmente si dovrebbe allenare la squadra ad un'altra gara, a volte più importante anche di quella giocata, contro le tensioni, le paure e le attese di andare a dimostrare in campo le proprie capacità: non consumiamo le riserve nervose del giocatore con inutili prediche e sermoni su quello che deve e non deve fare, diamogli poche indicazioni senza sovraccaricare il suo livello di attenzione!!

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*Studente in Scienze motorie.
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