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La Comunicazione ed i
rapporti con gli atleti

Dott.ssa Marina Gerin Birsa*

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    Le abilità mentali
Per tecniche di allenamento mentale (Mental Training o preparazione mentale) mi riferisco a metodi multimodali improntati all'apprendimento e al perfezionamento di alcune abilità che interessano da vicino l'attività sportiva. Ecco un elenco delle principali strategie o abilità mentali più importanti:

  • Gestione dell'attivazione fisiologica (Gestione dell'Arousal)
  • Rilassamento Abilità immaginativa (Imagery)
  • Comunicazione con gli atleti
  • Gestione dell'ansia pre-agonistica
  • Gestione delle situazioni stressanti
  • Focalizzazione dell'attenzione e concentrazione (Focusing)
  • Incremento della motivazione e dell'autostima
  • Formulazione degli obiettivi (Goal setting)
Comunicare - Obiettivi per una comunicazione efficace:
1 - Migliorare la comprensione del processo di comunicazione.
2 - Divenire consapevoli degli ostacoli riguardo alla vostra capacità di comunicare.
3 - Esaminare come poter inviare messaggi con empatia
4 - Considerare l'importanza di ascoltare attivamente
5 - Informarsi circa le comunicazioni non verbali
6 - Gestione del conflitto

1 - Migliorare la comprensione del processo di comunicazione.
Consideriamo le tappe di qualsiasi processo comunicativo:
  • Decidere di inviare un messaggio;
  • Codificare un messaggio;
  • Inviare il messaggio;
  • Trasmettere il messaggio attraverso un canale di comunicazione;
  • Decodificare il messaggio ricevente;
  • Rispondere al messaggio ricevente.
In ogni tappa del processo comunicativo, le vostre esperienze passate ed i concetti personali possono influenzare la vostra efficacia.
Queste differenze individuali spesso possono essere attribuite a predisposizioni personali, disturbi nel sistema di comunicazione o mancanza di empatia.

2 - Divenire consapevoli degli ostacoli riguardo alla vostra capacità di comunicare.
Ognuno di noi ha " pre-giudizi" che influenzano negativamente la propria capacità di inviare e ricevere messaggi. Vediamo qualche esempio:
  • Concetti personali
  • Valori
  • Impressioni iniziali
  • Esperienze passate
  • Stereotipi
Non si riesce mai del tutto a superare l'influenza di questi pregiudizi, si può tuttavia divenire consapevoli e sforzarsi per minimizzare i loro effetti. Il primo passo è esserne consapevoli.

3 - Esaminare come poter inviare messaggi con empatia
  • I vostri messaggi devono essere diretti, senza allusioni
  • Assumete la responsabilità dei vostri messaggi, usate IO o MIO, non NOI o LORO
  • I messaggi devono essere completi e specifici
  • Evitate i doppi messaggi
  • Dichiarate, se potete, le vostre emozioni
  • I vostri messaggi devono separare i fatti dalle opinioni
  • Mettete a fuoco nel vostro messaggio una cosa per volta
  • Inviate il messaggio immediatamente, se vi preoccupa
  • I vostri messaggi verbali e non verbali devono essere congruenti
  • I vostri messaggi devono essere ridondanti
  • Rendete il messaggio adeguato all'età di chi lo deve ricevere
  • Dovete ottenere un feedback sulla corretta interpretazione del messaggio
4 - Considerare l'importanza di ascoltare attivamente
  • Sentiamo metà di ciò che si dice = 50%
  • ne ascoltiamo la metà = 25%
  • ne comprendiamo la metà = 12.5%
  • ne crediamo la metà = 6.25%
  • infine, ne ricordiamo la metà = 3.125%

Se siete un buon ascoltatore gli atleti ameranno parlare con voi, saranno soddisfatti per essere stati sentiti e capiti; se siete un buon ascoltatore non perderete alcuna informazione che potrebbe risultare importante per voi.

Ascoltare bene è un duro lavoro: richiede concentrazione ed intensa attivazione mentale. Elenchiamo ora 14 comuni cause di non ascolto: pensate alla frequenza con cui incontrate ciascuno dei problemi citati.

1 - Trovate poco interessante ascoltare gli altri
2 - Mettete a fuoco l'aspetto di chi vi parla piuttosto di ciò che dice
3 - Ascoltate più i fatti ed i particolari, perdendo il punto cardine
4 - Siete facilmente distratti da altre persone che parlano
5 - Fingete di ascoltare, guardando chi vi parla e pensando ad altro
6 - Ascoltate solo ciò che è facilmente comprensibile
7 - Certe parole di significato emozionale interferiscono con l'ascolto
8 - Sentite poche parole e cominciate già a pensare alla vostra risposta
9 - La vostra capacità attentiva resiste per poco
10 - Smettete di ascoltare per prepararvi a controbattere
11 - Mostrate la vostra approvazione, in realtà non siete coinvolto
12 - Cambiate argomento quando vi annoiate o non siete a vostro agio
13 - Vi difendete immediatamente se qualcosa nel discorso non va
14 - Cercate di indovinare il significato recondito di ciò che vi viene detto

Quando gli atleti non ascoltano, tendono a guardare attorno, assumono un atteggiamento assorto e indifferente, sbadigliano, si muovono nervosamente o compiono altri compiti.

Come si dovrebbe ascoltare? Ecco qualche suggerimento:

1 - Affrontare il vostro atleta con lealtà
2 - Assumere una posizione aperta
3 - State vicini al vostro atleta
4 - Guardatelo diritto negli occhi
5 - Rilassatevi
6 - Ascoltate con empatia. Cercate di capire chi è il vostro interlocutore
7 - Ascoltate con serenità. Non valutate o giudicate prima del tempo;
8 - Siate preparati mentalmente all'ascolto. Rimandate conversazioni importanti che richiadono capacità d'ascolto particolarmente buone, a quando vi sentirete mentalmente riposato
9 - Fate pratica sul miglioramento della vostra concentrazione


5 - Informarsi circa le comunicazioni non verbali
Il campo della comunicazione non verbale è comunemente organizzato in tre forme:
a) Linguaggio del corpo o linguaggio cinetico;
b) Relazioni spaziali o prossemiche ;
c) Metalinguaggio, cioè il modo di esprimersi.

Siete consapevoli di come voi e gli altri parlate con le mani? Eccovi una tabella di riconoscimento di gesti comuni per verificare il grado di corrispondenza fra la vostra interpretazione dei gesti e quella diffusa nella nostra società:

  • Tamburellare sull'orecchio
  • = confusione
  • Sfregarsi le mani = angoscia
  • Incrociare le braccia sul petto = superiorità
  • Grattarsi la testa = desiderio di interrompere
  • Intrecciare le mani dietro la testa = rabbia o frustrazione
  • Allungare le braccia avanti con le palme delle mani rivolte in alto = considerazione di sé
  • Stropicciarsi il collo = aspettativa
  • Gambe non incrociate e poggiate lateralmente = apertura, disponibilità
  • Indicare sé stessi con l'indice = atteggiamento chiuso o competitivo

6 - Gestione del conflitto

Quando un atleta o l'azione che esso compie, previene, ostacola o interferisce con il nostro scopo o le nostre azioni, è probabile che nasca un conflitto.
Nel ruolo di istruttore, che si svolge in un ambiente competitivo e coinvolge i rapporti con gli altri, i conflitti sono frequenti e inevitabili. Per questo è vitale imparare a risolverli; quando evitate i conflitti e i confronti o soffocate le discussioni, allora avete problemi di relazione.

E' importante raggiungere ugualmente la meta minacciata dall'atleta con cui avete il conflitto e mantenere un buon rapporto con quell'atleta.
David Johnson ha descritto 5 varietà di conflitti; cercate di riconoscere lo stile di conflitto che normalmente adottate.

  • IL LASCIOPERDERE: quando è imminente un conflitto, egli si chiude nel guscio. Sacrifica immediatamente la sua meta e il rapporto con l'atleta. Teme il confronto o crede che esso sia inutile nel risolvere il problema.
  • IL PREVARICATORE: egli cerca di imporre all'atleta la sua soluzione al conflitto. Si concentra più sul raggiungimento del suo scopo che sull'interesse a mantenere il rapporto. Considera il conflitto un gioco - uno vince, l'altro perde - e quindi tende a vincere attaccando, opprimendo e facendo intimidazioni all'altro, se è necessario.
  • L'AMICHEVOLE: il rapporto per lui è la cosa più importante, perciò tende ad abbandonare la sua meta quando incorre in un conflitto. E' convinto che ogni conflitto sia lesivo per i rapporti e, a causa del suo enorme bisogno di essere accettato ed amato, evita di mettere a repentaglio il rapporto, sacrificando la sua meta.
  • L'ACCOMODANTE: egli si interessa a raggiungere tutte e due le mete, almeno in parte. Preferisce scendere a compromessi, se è possibile, in modo che ognuna delle parti conquisti qualcosa. Il suo atteggiamento è: " abbandona tu una parte della meta ed io abbandonerò una parte della mia."
  • IL GIUSTO : anche lui vuole raggiungere tutte e due le mete, ma non solo in parte. Valuta attentamente il suo scopo, quello dell'atleta, il loro rapporto. Egli è soddisfatto solo quando riesce a raggiungere sia la sua meta che quella dell'altro e quando il rapporto esce rinforzato dal conflitto.

Come confrontarsi
  • Pensate, pensate a tutte le conseguenze
  • Capite, chiedetevi se state capendo a fondo l'atleta
  • Dimostrate attenzione: essere antagonistici, aggressivi e dominatori causa solo risentimento verso di voi
  • Procedete per gradi, se voi sopraffate l'ascoltatore con troppi particolari tutti insieme, si sentirà aggredito ed aumenterà le sue difese.

Gli interventi di preparazione mentale

Uno degli interventi più richiesti dalle Federazioni Sportive e che lo psicologo dello sport può attuare per gli istruttori è un Corso di Mental Training con sedute settimanali della durata di un'ora per dieci settimane.
Lo scopo dell'intervento è quello di fornire un'occasione di apprendimento di tecniche per migliorare la performance atletica e successivamente di rendere completamente autonomo il soggetto che ha usufruito degli insegnamenti del Corso: infatti l'istruttore, fornito di supporti audio-visivi, è in grado di gestirsi quotidianamente per conto proprio, senza dover instaurare un rapporto di dipendenza con lo psicologo dello sport.
Di estrema attualità ed utilità risultano essere anche i Corsi di formazione sulla Psicologia dello Sport: questi corsi permettono agli addetti ai lavori di apprendere delle conoscenze sul modo di pensare e di sentire degli atleti che spesso non vengono rese disponibili nell'ambiente sportivo.


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 *Iscritta all'Albo degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia. Accreditamento in qualità di psicologa dello sport ottenuto presso l'Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia.

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