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Le abilità mentali
Per
tecniche di allenamento mentale (Mental Training o preparazione mentale)
mi riferisco a metodi multimodali improntati all'apprendimento e al
perfezionamento di alcune abilità che interessano da vicino l'attività
sportiva. Ecco un elenco delle principali strategie o abilità mentali
più importanti:
- Gestione dell'attivazione fisiologica (Gestione dell'Arousal)
- Rilassamento Abilità immaginativa (Imagery)
- Comunicazione con gli atleti
- Gestione dell'ansia pre-agonistica
- Gestione delle situazioni stressanti
- Focalizzazione dell'attenzione e concentrazione (Focusing)
- Incremento
della motivazione e dell'autostima
- Formulazione degli obiettivi (Goal
setting)
Comunicare - Obiettivi per una comunicazione efficace:
1 - Migliorare la comprensione del processo di comunicazione.
2 - Divenire
consapevoli degli ostacoli riguardo alla vostra capacità di comunicare.
3 - Esaminare come poter inviare messaggi con empatia 4 - Considerare
l'importanza di ascoltare attivamente 5 - Informarsi circa le comunicazioni
non verbali 6 - Gestione del conflitto
1 - Migliorare la comprensione
del processo di comunicazione.
Consideriamo le tappe di qualsiasi processo
comunicativo:
- Decidere di inviare un messaggio;
- Codificare un messaggio;
- Inviare il messaggio;
- Trasmettere il messaggio attraverso un canale
di comunicazione;
- Decodificare il messaggio ricevente;
- Rispondere
al messaggio ricevente.
In ogni tappa del processo comunicativo, le vostre
esperienze passate ed i concetti personali possono influenzare la vostra
efficacia. Queste differenze individuali spesso possono essere attribuite
a predisposizioni personali, disturbi nel sistema di comunicazione o mancanza
di empatia.
2 - Divenire consapevoli degli ostacoli riguardo alla vostra
capacità di comunicare.
Ognuno di noi ha " pre-giudizi" che influenzano
negativamente la propria capacità di inviare e ricevere messaggi. Vediamo
qualche esempio:
- Concetti personali
- Valori
- Impressioni iniziali
- Esperienze passate
- Stereotipi
Non si riesce mai del tutto a superare
l'influenza di questi pregiudizi, si può tuttavia divenire consapevoli
e sforzarsi per minimizzare i loro effetti. Il primo passo è esserne consapevoli.
3 - Esaminare come poter inviare messaggi con empatia
- I vostri messaggi devono essere diretti, senza allusioni
- Assumete la responsabilità dei vostri messaggi, usate IO o MIO, non
NOI o LORO
- I messaggi devono essere completi e specifici
- Evitate i doppi messaggi
- Dichiarate, se potete, le vostre emozioni
- I vostri messaggi devono separare i fatti dalle opinioni
- Mettete a fuoco nel vostro messaggio una cosa per volta
- Inviate il messaggio immediatamente, se vi preoccupa
- I vostri messaggi verbali e non verbali devono essere congruenti
- I vostri messaggi devono essere ridondanti
- Rendete il messaggio adeguato all'età di chi lo deve ricevere
- Dovete ottenere un feedback sulla corretta interpretazione del messaggio
4 - Considerare l'importanza di ascoltare attivamente
- Sentiamo metà di
ciò che si dice = 50%
- ne ascoltiamo la metà = 25%
- ne comprendiamo la metà
= 12.5%
- ne crediamo la metà = 6.25%
- infine, ne ricordiamo la metà = 3.125%
Se siete un buon ascoltatore gli atleti ameranno parlare con
voi, saranno soddisfatti per essere stati sentiti e capiti; se siete un
buon ascoltatore non perderete alcuna informazione che potrebbe risultare
importante per voi.
Ascoltare bene è un duro lavoro: richiede concentrazione
ed intensa attivazione mentale. Elenchiamo ora 14 comuni cause di non ascolto:
pensate alla frequenza con cui incontrate ciascuno dei problemi citati.
1 - Trovate poco interessante ascoltare gli altri
2 - Mettete a fuoco
l'aspetto di chi vi parla piuttosto di ciò che dice
3 - Ascoltate più
i fatti ed i particolari, perdendo il punto cardine
4 - Siete facilmente
distratti da altre persone che parlano
5 - Fingete di ascoltare, guardando
chi vi parla e pensando ad altro
6 - Ascoltate solo ciò che è facilmente
comprensibile
7 - Certe parole di significato emozionale interferiscono
con l'ascolto
8 - Sentite poche parole e cominciate già a pensare alla
vostra risposta
9 - La vostra capacità attentiva resiste per poco
10 -
Smettete di ascoltare per prepararvi a controbattere
11 - Mostrate la
vostra approvazione, in realtà non siete coinvolto
12 - Cambiate argomento
quando vi annoiate o non siete a vostro agio
13 - Vi difendete immediatamente
se qualcosa nel discorso non va
14 - Cercate di indovinare il significato recondito di ciò che
vi viene detto
Quando gli atleti non ascoltano, tendono
a guardare attorno, assumono un atteggiamento assorto e indifferente,
sbadigliano, si muovono nervosamente o compiono altri compiti.
Come si
dovrebbe ascoltare? Ecco qualche suggerimento:
1 - Affrontare il vostro
atleta con lealtà
2 - Assumere una posizione aperta
3 - State vicini al
vostro atleta
4 - Guardatelo diritto negli occhi
5 - Rilassatevi
6 - Ascoltate
con empatia. Cercate di capire chi è il vostro interlocutore
7 - Ascoltate
con serenità. Non valutate o giudicate prima del tempo;
8 - Siate preparati mentalmente all'ascolto. Rimandate conversazioni
importanti che richiadono capacità d'ascolto particolarmente buone, a
quando vi sentirete mentalmente riposato
9 - Fate pratica sul miglioramento della vostra concentrazione
5 - Informarsi circa le comunicazioni non verbali
Il campo della comunicazione
non verbale è comunemente organizzato in tre forme:
a) Linguaggio del corpo
o linguaggio cinetico;
b) Relazioni spaziali o prossemiche ;
c) Metalinguaggio, cioè il modo di esprimersi.
Siete consapevoli di come voi e gli altri
parlate con le mani? Eccovi una tabella di riconoscimento di gesti comuni
per verificare il grado di corrispondenza fra la vostra interpretazione
dei gesti e quella diffusa nella nostra società:
- Tamburellare sull'orecchio
= confusione
- Sfregarsi le mani = angoscia
- Incrociare le braccia sul
petto = superiorità
- Grattarsi la testa = desiderio di interrompere
- Intrecciare le mani dietro la testa = rabbia o frustrazione
- Allungare
le braccia avanti con le palme delle mani rivolte in alto = considerazione
di sé
- Stropicciarsi il collo = aspettativa
- Gambe non incrociate e
poggiate lateralmente = apertura, disponibilità
- Indicare sé stessi con
l'indice = atteggiamento chiuso o competitivo
6 - Gestione del conflitto
Quando un atleta o l'azione che esso compie, previene, ostacola o interferisce
con il nostro scopo o le nostre azioni, è probabile che nasca un conflitto.
Nel ruolo di istruttore, che si svolge in un ambiente competitivo e coinvolge
i rapporti con gli altri, i conflitti sono frequenti e inevitabili. Per
questo è vitale imparare a risolverli; quando evitate i conflitti e i
confronti o soffocate le discussioni, allora avete problemi di relazione.
E' importante raggiungere ugualmente la meta minacciata dall'atleta con
cui avete il conflitto e mantenere un buon rapporto con quell'atleta.
David Johnson ha descritto 5 varietà di conflitti; cercate di riconoscere
lo stile di conflitto che normalmente adottate.
- IL LASCIOPERDERE: quando
è imminente un conflitto, egli si chiude nel guscio. Sacrifica immediatamente
la sua meta e il rapporto con l'atleta. Teme il confronto o crede che
esso sia inutile nel risolvere il problema.
- IL PREVARICATORE: egli cerca
di imporre all'atleta la sua soluzione al conflitto. Si concentra più
sul raggiungimento del suo scopo che sull'interesse a mantenere il rapporto.
Considera il conflitto un gioco - uno vince, l'altro perde - e quindi
tende a vincere attaccando, opprimendo e facendo intimidazioni all'altro,
se è necessario.
- L'AMICHEVOLE: il rapporto per lui è la cosa più importante,
perciò tende ad abbandonare la sua meta quando incorre in un conflitto.
E' convinto che ogni conflitto sia lesivo per i rapporti e, a causa del
suo enorme bisogno di essere accettato ed amato, evita di mettere a repentaglio
il rapporto, sacrificando la sua meta.
- L'ACCOMODANTE: egli si interessa
a raggiungere tutte e due le mete, almeno in parte. Preferisce scendere
a compromessi, se è possibile, in modo che ognuna delle parti conquisti
qualcosa. Il suo atteggiamento è: " abbandona tu una parte della meta
ed io abbandonerò una parte della mia."
- IL GIUSTO : anche lui vuole raggiungere
tutte e due le mete, ma non solo in parte. Valuta attentamente il suo scopo,
quello dell'atleta, il loro rapporto. Egli è soddisfatto solo quando riesce
a raggiungere sia la sua meta che quella dell'altro e quando il rapporto
esce rinforzato dal conflitto.
Come confrontarsi
- Pensate, pensate a
tutte le conseguenze
- Capite, chiedetevi se state capendo a fondo l'atleta
- Dimostrate attenzione: essere antagonistici, aggressivi e dominatori
causa solo risentimento verso di voi
- Procedete per gradi, se voi sopraffate
l'ascoltatore con troppi particolari tutti insieme, si sentirà aggredito
ed aumenterà le sue difese.
Gli interventi di preparazione mentale
Uno
degli interventi più richiesti dalle Federazioni Sportive e che lo psicologo
dello sport può attuare per gli istruttori è un Corso di Mental Training
con sedute settimanali della durata di un'ora per dieci settimane.
Lo
scopo dell'intervento è quello di fornire un'occasione di apprendimento
di tecniche per migliorare la performance atletica e successivamente di
rendere completamente autonomo il soggetto che ha usufruito degli insegnamenti
del Corso: infatti l'istruttore, fornito di supporti audio-visivi, è in
grado di gestirsi quotidianamente per conto proprio, senza dover instaurare
un rapporto di dipendenza con lo psicologo dello sport.
Di estrema attualità
ed utilità risultano essere anche i Corsi di formazione sulla Psicologia
dello Sport: questi corsi permettono agli addetti ai lavori di apprendere
delle conoscenze sul modo di pensare e di sentire degli atleti che spesso
non vengono rese disponibili nell'ambiente sportivo.
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