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C’è poi il mondo degli eSports. “Il principale problema che affligge il settore (e la crescita) degli eSports è che non esiste una normativa in materia, tantomeno una normativa uniforme per un fenomeno che, invece, è globale”, ricorda Umberto Averna, associato di Weigmann Studio legale.
“Solo pochissimi paesi hanno iniziato ad attrezzarsi: ad esempio, i nostri vicini francesi – con la legge per una repubblica digitale n. 2016-1321 del 7 ottobre 2016 – ma, soprattutto, la Cina, dove il Ministero delle risorse umane e della sicurezza sociale, aggiungendo negli elenchi dei professionisti gli “operatori dell’e-sports” e gli “atleti e-sports” ha di fatto esteso a tali soggetti la tutela riconosciuta ai professionisti sportivi.
In Italia, il fatto che gli e-sports non siano ancora riconosciuti come “sport” crea una zona grigia: ad esempio, agli “atleti” e-sports non si applicano le previsioni della Legge sul professionismo sportivo (legge n. 91/1981), con un vuoto di tutela che invece è riconosciuto al lavoratore sportivo.
Tuttavia, proprio il riconoscimento degli e-sports come sport può essere la soluzione più immediata ad - almeno parte – dei problemi e ciò anche al fine di uscire dalla attuale zona d’ombra, che rischia di frenare gli investimenti nel settore, dove gli eventi ed i tornei e-sports potrebbero facilmente rischiare, ad esempio nel caso in cui prevedano una fee di accesso, di ricadere sotto la categoria delle scommesse, la cui organizzazione ed esercizio è però riservata al Monopolio dello Stato ai sensi del dlgs n. 496/1948.
Del resto, la vicinanza tra e-sport e sport è sempre più evidente: a metà gennaio 2022 è stato infatti annunciato che il player turco Cem Bolukbasi sarà il primo pilota e-sport ad entrare nel mondo delle competizioni su pista (reali), essendo stato messo sotto contratto dalla scuderia di Formula 2 Charouz Racing System”.
Un altro aspetto che merita attenzione è la giovane età dei players, spesso minorenni, e la necessità di sottoscrivere i relativi contratti con chi ne ha la responsabilità genitoriale, il tutto in un settore nel quale le associazioni sindacali sono praticamente assenti.
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