Lo Sportsystem italiano è in salute. Nel 2021, nonostante le restrizioni legate alla pandemia che nei primi mesi dell’anno avevano colpito lo skiwear, la crescita stimata è dell’8,4% per un fatturato aggregato di 12,2 miliardi di euro.
Il giro d’affari dovrebbe salire a quota 12,9 miliardi nell’anno in corso, con una previsione di un ulteriore +5,6%.
I dati Cerved per Assosport sono stati presentati lunedì scorso nella sede di Tecnica Group, in occasione dell’assemblea annuale dell’associazione che raggruppa oltre 120 aziende produttrici di articoli sportivi con 9.300 addetti e 300 brand all’attivo.
“Ci aspettiamo che la ripresa per l’industria sportiva sia ancora più marcata rispetto a quanto saprà fare l’economia nazionale”, ha commentato la presidente di Assosport, Anna Ferrino. Se confermato, il giro d’affari 2022 delle imprese produttrici di abbigliamento, calzature e attrezzature sportive dovrebbe superare del 2% i valori pre-pandemia.
In evidenza l’export, che ha messo a segno un balzo del 20% nei primi mesi del 2021, arrivando a quota 5,8 miliardi di euro sotto la spinta di Stati Uniti, Francia, Germania, Svizzera e UK.
I timori dell’associazione riguardano ora gli aumenti dei costi energetici e le difficoltà incontrate dalle catene di approvvigionamento nel tenere il passo della ripartenza delle produzioni. Si parla di almeno tre-quattro mesi di attesa per reperire non solo le fibre sintetiche necessarie per produrre capi di abbigliamento e calzature, ma anche i materiali metallici per biciclette e attrezzature per la palestra.
Nel frattempo, le aziende del comparto sportivo continuano a investire in progetti ecosostenibili e di economia circolare. La ricerca condotta per Assosport dall’Università di Padova ha evidenziato che il 61% delle imprese sportive dirotta in progetti ecosostenibili oltre il 10% degli investimenti totali.
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