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L’immagine dell’atleta è elemento divenuto ormai essenziale nella gestione economica del mondo sportivo, perché ci si rende sempre più conto dell’elevata potenzialità d’attrazione di risorse monetarie, per cui diventa una torta che sempre più soggetti vorrebbero spartirsi.
Dall’altro lato c’è però un altro elemento da tenere a mente e che risulta essere più influente di quanto non possa apparire: la cultura dell’atleta stesso.
Questi, ovviamente, non è tenuto ad interessarsi a discorsi in cui appaiono parole come management o marketing, per cui in non rare occasioni non si riescono a sfruttare a pieno tutte le possibilità che gli si presentano di fronte e questo soprattutto perché si adagiano sulla vecchia concezione di gestione della propria persona, limitandosi all’affidamento a singoli che riescono ad offrire un servizio non sempre completo.
Tralasciando questo tipo di discorso per riprenderlo nei prossimi articoli, dobbiamo prima vedere quali sono le spinte motivazionali che portano ad un così alto interesse nei confronti degli atleti.
Molti elementi sono stati già esaminati tra i quali: il forte ascendente sul pubblico, la grande visibilità di cui godono e la possibilità che danno ai potenziali interessati di internazionalizzarsi.
I soggetti che girano intorno ad ogni campione sono i più disparati e con interessi diversi: si va dalla società di appartenenza, che ha interesse a che il giocatore faccia raggiungere i risultati di eccellenza sportiva prefissati, nonché aiuti all’aumento della appetibilità degli sponsor nei confronti della società stessa, al procuratore, il cui interesse ancora si limita al risultato derivante da contratti sportivi e d’immagine mentre non sempre questa viene curata, agli sponsor, siano essi fornitori o sponsor tecnici, ai media, che hanno un ritorno dalla forza dell’immagine di un atleta per non parlare del crescente numero di siti internet dedicati agli sportivi e della carta stampata, al crescente numero di istituti finanziari nati ad hoc per gestirne i capitali.
In particolare, direi, che stanno acquistando sempre più forza contrattuale gli sponsor personali dell’atleta, nelle cui strategie aziendali sono presenti veri e propri piani di programmazione e di gestione dell’uso del testimonial che gli statunitensi chiamano endorsement.
Segue la seconda parte dell'articolo
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