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La pianificazione strategica
dei grandi eventi sportivi

L’analisi dell’ambiente interno
I rischi


di Sara Bassani

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Una volta completata l’analisi dell’ambiente esterno, il passo successivo del processo di pianificazione strategica è costituito da un’analisi obiettiva delle risorse fisiche, finanziarie, informative e umane a disposizione dell’organizzazione dell’evento in modo da stabilire i suoi punti di forza e di debolezza. In sostanza, l’ambiente interno determina ciò che l’organizzazione desidera ed è in grado di realizzare.

I punti di forza possono essere fattori come l’esperienza manageriale o creativa, l’accessibilità alle risorse finanziarie, la reputazione, una larga base di volontari, buone relazioni con il governo, contatti con potenziali sponsor.

I punti di debolezza si presentano in due forme. In primo luogo, vi sono debolezze consistenti in vincoli ambientali o organizzativi su ciò che all’organizzazione è consentito fare. Una seconda forma di debolezza è più facile da correggere. Si tratta di aspetti connessi all’inadeguatezza delle strutture, delle strategie e delle tattiche dell’organizzazione.

Proviamo ad effettuare l’analisi SWOT in relazione all’organizzazione delle Olimpiadi Invernali di Torino.

Threats/Rischi
- Un primo rischio è la possibilità che l’evento si trasformi in una mera vetrina per gli sponsor. Secondo Josep Ejarque, direttore generale di Turismo Torino, “uno dei principali problemi della gestione dei Giochi è stato, infatti, che le decisioni più importanti venivano prese da soggetti esterni (…) e quindi la destinazione è spesso costretta a adeguarsi a scelte che non tengono conto delle necessità e degli obiettivi di sviluppo turistico ed economico sostenibile”.

- Un secondo rischio è che non ci sia coordinamento tra le autorità territoriali coinvolte. Un evento di queste dimensioni coinvolge molte località, ciascuna con propri obiettivi e priorità; questo può far sì che gli interessi di parte prevalgano su una visione di sviluppo comune. I grandi eventi, infatti, sono visti dalle diverse località coinvolte come un’opportunità per realizzare i propri obiettivi, spesso in un’ottica limitata e di breve periodo.

- Un terzo aspetto da sottolineare riguarda la coerenza tra l’immagine della destinazione e l’evento. Mentre, ad esempio, nel caso di St. Moritz il collegamento tra evento e immagine della destinazione è piuttosto evidente (St. Moritz città bianca), per Torino, città a prevalente vocazione industriale, non lo era.

- Un altro elemento di criticità è stata la possibile distanza di approcci e di interessi che spesso si riscontra tra il Comitato olimpico e la destinazione. Può accadere che chi lavora nel Comitato olimpico per sei anni vive solo la realtà dei Giochi con la motivazione che nasce dal desiderio di realizzare i migliori Giochi Olimpici che mai siano stati organizzati. In questa situazione si corre il rischio di dimenticare che i Giochi devono essere innanzitutto uno strumento per lo sviluppo del territorio.

- Un altro aspetto critico è il timing. L’evento si svolge in un periodo ben preciso, definito con largo anticipo. Per quella data tutto deve essere perfetto, perché ogni particolare sarà guardato da migliaia di visitatori e da milioni di telespettatori. - Un elemento critico è rappresentato dalla corrente situazione economica a livello nazionale. A causa dell’entrata in recessione, le eredità dei Giochi rischiano di essere più negative che positive. Infatti, ci si trova costretti ad investire ingenti risorse finanziarie per mantenere e manutenere le nuove strutture realizzate, piuttosto che indirizzare tali risorse in interventi mirati a superare la crisi.

- Dopo gli atti terroristici dell’11 settembre 2001 bisogna considerare anche tale minaccia ed allestire un adeguato sistema di sicurezza. Per le Olimpiadi di Salt Lake City (2002) e di Atene (2004) tale voce di spese è aumentata in maniera esponenziale, assorbendo buona parte delle risorse del Comitato Organizzatore.

- Infine, bisogna considerare anche l’ampiezza, in termini temporali e di impatto sui flussi turistici, dell’“effetto intermezzo”, ovvero la caduta delle presenze nel periodo che segue la realizzazione dell’evento e il successivo aumento dei flussi turistici fino ai livelli registrati in occasione dell’evento.

Nel prossimo articolo riprenderemo l'Analisi SWOT, in particolare delle opportunità

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