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Come abbiamo visto nei precedenti articoli (vedi sezione Sport & Organizzazione) l’aspetto finanziario è cruciale per l’organizzazione dell’evento olimpico.
Il progressivo gigantismo dei Giochi ha reso necessario la costruzione di un numero sempre crescente di strutture, sia di gara che destinate all’accoglienza degli atleti e dei media.
È difficile che una città sia già fornita di edifici idonei a tali scopi (sia per qualità che per capienza) e, pertanto, si rende necessaria la costruzione ex-novo dei suddetti (o, nei migliori dei casi, la ristrutturazione di impianti già esistenti). Inoltre, abbiamo visto che l’ammontare degli investimenti è strettamente connessa anche agli obiettivi che la città vuole perseguire con la realizzazione dell’evento olimpico. La portata di tali obiettivi si collega direttamente con la grandezza dell’ammontare delle risorse finanziarie necessarie e con il modello di finanziamento scelto.
Chiaramente a tali costi devono essere aggiunti quelli, altrettanto cospicui, relativi all’effettiva organizzazione dell’evento (cerimonie di apertura e chiusura, allestimento dei locali, personale, sicurezza, marketing, ecc.).
Ciò che un’organizzazione riuscirà a realizzare sarà strettamente connesso all’ammontare delle risorse monetarie che riuscirà a calamitare da parte di sponsor, media, soggetti privati e pubblici.
Nei prossimi articoli si analizzeranno innanzitutto le regole e gli accorgimenti intrapresi dal CIO per contenere i costi dei Giochi; quindi, si prenderanno in considerazione le fonti di finanziamento direttamente gestite dal Comitato Olimpico, ovvero il programma di Top Sponsorship e la vendita dei diritti televisivi; infine, dopo aver esaminato i diversi modelli di finanziamento, si esamineranno le fonti di finanziamento delle Olimpiadi di Torino, distinguendo fra le fonti gestite dal Comitato Organizzatore (il TOROC) e quelle gestite dall’Agenzia Torino 2006.
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