Il periodo della ripresa: lo sport italiano diventa di massa (1945-1975)
Passato il lungo letargo della guerra, la rinascita del Paese vede anche una ripresa dello sport. Abbandonato dallo Stato, ma desideroso di ottenere una sua autonomia, il movimento sportivo comincia a camminare per conto proprio.
Ne soffrono alcune discipline, quelle chiamate minori, che salgono agli onori della cronaca solamente in occasioni delle Olimpiadi. Nascono gli sport spettacolari e popolari, come ciclismo e calcio, a cui seguiranno basket, sci e pallavolo. La nascita di nuovi interessi è legata all’apparizione di grandi campioni.
In questo periodo registriamo le Olimpiadi di Roma nel 1960, che destano un grande interesse in tutte le discipline sportive.
Il grande ruolo della comunicazione di massa. Una parte dello sport si interseca fortemente con il business (1975-2003)
Lo sviluppo recente dello sport rimane ancora difficile da disegnare. Alcuni sport si fortificano sempre più, come il calcio. Altri conoscono momenti di intenso fulgore.
Il cambiamento a cui abbiamo assistito è ancora in corso: lo sport, imparando a declinare l’agonismo con lo spettacolo, si accorge che c’è spazio per business interessanti. L’economia, sempre distratta nei riguardi di alcuni valori tipicamente umani e sociali, sente profumo di grandi affari e si risveglia.
La dimensione economica e finanziaria esplode.
La struttura fatica a inseguire questo mondo impazzito.
Il doping dilaga.
L’uomo, perplesso, si interroga.
Altri articoli
|