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IL PRE-ALLENAMENTO O PRE-GARA
Fino ad ora abbiamo sempre trattato l'argomento del riscaldamento in generale senza distinguerlo, non tenendo mai in considerazione la successiva fase.
Ciò è molto importante poiché a seconda di cosa ci aspetta successivamente dobbiamo dosare le forze, in caso di gara, o eventualmente spingere un pochino in più in vista di un successivo allenamento infrasettimanale.
Infatti un riscaldamento particolarmente attivo per intensità e durata, di solito si verifica nella seduta di allenamento dopo il giorno di riposo; i giocatori di regola non lo eseguono individualmente, ma sotto il controllo e la guida del preparatore; in tal modo viene elevato l'interesse.
Riportiamo ora nella tabella che segue le maggiori differenze tra un riscaldamento antecedente un allenamento ed una gara:
PROPOSTE DI RISCALDAMENTO PRE-GARA
L'efficacia del riscaldamento ai fini del rendimento in gara, come sappiamo, ha una durata di circa 15/20 minuti prima che il corpo ritorni alla stato di quiete non trovando giovamento dal medesimo riscaldamento, per cui è molto importante calcolare bene l'inizio e la durata stessa della messa in azione, tale da coincidere esattamente con i 10 minuti prima della partita, giusto per il tempo da dedicare al cambio degli indumenti e della presentazione ufficiale all'arbitro.
ESEMPIO NR. 1
Il prof. Sassi propone una serie di esercitazioni che ora andremo ad esporre:
dopo alcuni minuti di corsa lenta, effettua esercizi indicati per l'articolazione scapolo-omerale, flessibilità generale per il corpo, skip e corsa calciata sui 5 metri, skip-corsa calciata alternata e prima di cambiare esercizi, svolge alcuni aumenti di velocità in linea sempre sui 5 metri.
Poi esegue esercizi per la mobilità del tronco, del bacino alternando questi due segmenti corporei; infine passa ancora alle spalle e alla parte alta del tronco.
Continua con la corsa laterale, corsa all'indietro a diverse velocità (molto importante per la fortificazione del ginocchio), corsa all'indietro laterale e a seguire, allungamento muscolare, soprattutto per la zona lombare, mantenendo circa 5" fino a raggiungere la massima lunghezza possibile compatibilmente col dolore.
Inizia a questo punto la flessibilità dinamica aumentando anche la velocità d'esecuzione con skip e allungamento flessori, skip-corsa calciata, circonduzioni e slanci, skip-calciata laterale, extrarotazione coscia e skip a seguire, calciata e intrarotazione completa, adduttori con apertura e chiusura della coscia e skip di seguito, scatti con aumento della velocità, della frequenza del passo consigliando la riduzione dei tempi d'appoggio e, successivamente, svolge alcuni allunghi ad ampia falcata.
Si prosegue effettuando una serie di esercizi con cui l'atleta realizza la condizione meccanica ottimale per poter affrontare al meglio la gara.
L'ultima fase del riscaldamento, commenta il Prof. Sassi, è dedicato al lavoro con la palla facendo una serie di esercizi tecnici individuali per passare successivamente, soprattutto prima della vicina partita, ad esercitazioni con la palla ad intensità elevata tipo "possesso palla" prima con un 5:5 per poi passare ad 1:1.
Il tempo totale della suddetta proposta varia dai 20 ai 25 minuti.
L'ottava parte dell'articolo verrà pubblicata nei prossimi giorni su
Sporteasy.
Sesta parte Sommario
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